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Quanto dura un battibaleno?

Realizzato da
Gabriel Avram, Mirko Giacchini e Marius Oprea
Classe 4C ITT
IISS "Sandro Pertini"
Genzano di Roma

Cos'è un battibaleno?

Se consideriamo che un ‘baleno’, ossia un fulmine, nel suo complesso ha una durata media di 0.2 sec. e viaggia alla velocità media di 6 x 107 m/s, a quanto corrisponde allora un ‘battibaleno’ che, come dice la parola stessa, è talmente veloce da ‘battere’ il lampo?
Uso metaforico

Vittorio Bersezio, nel suo racconto Il beniamino della famiglia (1872), è uno dei primi a utilizzare questa espressione: “In un battibaleno (Fulvia) ebbe varcata la soglia, scese le scale, aperto e richiuso alle sue spalle il portone”.
L’autore in questa frase ha fatto ricorso a un’iperbole per mettere in risalto la rapidità degli avvenimenti, poiché è evidente che è impossibile compiere tutte quelle azioni in meno di 0.2 secondi…

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Si tratta, quindi, di un uso metaforico dell’espressione di tempo che, pur non trovando corrispondenza nella realtà, considerato il contesto in cui è impiegata, rende in maniera efficace il messaggio di durata ‘brevissima’.

Tempo poetico o fisico?

Uno scienziato potrebbe, allora, affermare che simili percezioni temporali, non misurabili e concretamente non riscontrabili, sono solo frutto di fantasie poetiche.

Ma è veramente così?
Il tempo è solo una grandezza fisica rigidamente definita e univoca?
Einstein non la pensava così…

Il tempo è relativo, il suo unico valore è dato da ciò che noi facciamo mentre sta passando

La misurazione del tempo

Cos’è, allora, il tempo?

Wikipedia ne dà la seguente definizione: “Il tempo è la dimensione nella quale si concepisce e si misura il trascorrere degli eventi. Esso induce la distinzione tra passato, presente e futuro.”

E’ proprio la storia a insegnarci che la misurazione del tempo non è univoca ma va considerata in base all’epoca e alla cultura cui si fa riferimento. Per esempio oggi nel nostro calendario (gregoriano) è il 14 Agosto 2020 ma esistono molti altri calendari.

Gregoriano 14 Agosto 2020
Ebraico 24 Av 5780
Islamico 24 Dhū l-ḥijja 1441
Giuliano 1 Agosto 2020
La cronologia

Il tempo misurabile e convenzionale è formato da un susseguirsi di eventi che, posti lungo una linea cronologica, proseguono unidirezionalmente dal passato verso il futuro.

Il filosfo francese Henri-Louis Bergson indica tale tempo come 'meccanico'.

Il tempo interiore

Esiste però un tempo personale o interiore, che Bergson definisce ‘durata’, ed è ancor più relativo di quello convenzionale che accomuna, almeno, gruppi di una medesima cultura. Si tratta della percezione che ognuno di noi ha del tempo, che consiste in un fluire continuo, a livello della coscienza, di passato, presente e futuro, influenzato da fattori psichici ed emozionali, che tiene conto più dell’aspetto qualitativo che di quello quantitativo.
Diceva Einstein: “Quando un uomo siede un’ora in compagnia di una bella ragazza, sembra sia passato un minuto. Ma fatelo sedere su una stufa per un minuto e gli sembrerà più lungo di qualsiasi ora”.

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La qualità del tempo

Riportato alla nostra realtà quotidiana, si potrebbe parafrasare nel seguente modo: “Quando un ragazzo svolge per un’ora un’attività gradita, magari uno sport, sembra che sia passato un minuto. Mettetelo in classe durante la spiegazione della Guerra dei Trent'anni e un minuto gli sembrerà più lungo di qualsiasi ora."
Ecco che tutto, quindi, dipende dalla percezione personale, poiché in entrambi i casi, il tempo ‘meccanico’ o quantitativo è lo stesso, mentre la variante è l’occupazione svolta durante quei sessanta minuti ossia l’aspetto qualitativo.

Il tempo relativo

Non c’è bisogno, però, di addentrarci necessariamente in ambiti filosofici per dimostrare quanto il tempo sia relativo. Un avvenimento banale, come la percorrenza di pochi centimetri, potrà sembrare brevissimo o cortissimo in base a chi l’osserva.

Una tartaruga che copre la lunghezza della pagina in 45 secondi, a una lumaca sembrerà un tempo record mentre a una lepre istanti interminabili. Eppure tempo, spazio e, quindi, velocità in tutti e due i casi sono sempre gli stessi: quello che cambia è il punto di vista dell’osservatore.

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E per concludere...



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